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Little Italy #2 – Danilo Gallinari

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Sette giorni di luci e ombre per un Danilo Gallinari a tratti in formato All-Star ma che nelle ultime tre partite ha faticato tremendamente dal punto di vista delle percentuali. Intanto i suoi Denver Nuggets, nonostante un record negativo di 6-8, stanno mandando segnali importanti e hanno tutto il diritto di sognare l’ottava piazza in questa strana Western Conference.

L’azzurro, il 17 Novembre, ha realizzato il suo primo “trentello” stagionale, annientando i Pelicans a casa loro con 32 punti, 7-11 da 2 e 5-8 da 3 in un match in cui ha fatto valere dei fondamentali sopraffini e il fisico con diversi canestri realizzati dopo una partenza dal post; l’ala piccola ha anche divertito con una scenografica schiacciata bimane (chiaramente finita in Top 10) sull’alley-oop alzato dal rookie Emmanuel Mudiay, l’altra punta di diamante della franchigia del Colorado che si sta trovando molto bene sul parquet a fianco del fenomeno italiano. Ma l’aspetto che stupisce maggiormente di questa prestazione riguarda gli assist distribuiti (8) e i rimbalzi catturati (8), ennesima dimostrazione che questo ragazzo non si limita mai a fare una cosa sola nell’arco di un incontro, neanche quando vede una vasca da bagno al posto del canestro.

Nelle ultime tre uscite, però, la mano del ‘Gallo’ si è raffreddata. Una delle novità principali della stagione di Danilo riguarda il maggior numero di palloni tra le mani e di tiri a disposizione rispetto alle annate precedenti, l’abbassamento delle percentuali è quindi una conseguenza normale ma da correggere urgentemente, in modo tale da trovare la tanto attesa continuità che lo consacrerebbe come un giocatore da All-Star Game. Gallinari ha confermato di soffrire molto i back to back realizzando solo 9 punti il 18 Novembre a San Antonio, per poi arrancare ancora contro Phoenix (15 punti però con 10 rimbalzi, prima doppia-doppia stagionale) e l’altro ieri contro Golden State (19 punti “gonfiati” dalla sua solita abilità di convertire i numerosi falli subiti in tiri liberi). Le statistiche dicono che l’ex Knicks, dopo lo show a New Orleans, ha un 10/39 al tiro e queste tre gare i Nuggets le hanno perse tutte. Coincidenza? No, perché Denver dipende tanto (forse troppo) dal suo leader incontrastato dentro e fuori dal parquet.

Gallinari viaggia a 18.1 punti di media (con 5.6 rimbalzi e 2.5 assist) tirando con il 39.7% dal campo. Una media piuttosto alta, la migliore della sua carriera nonostante delle percentuali negative. Gli auspici sono quelli di vederlo perfezionare la mira per assistere ad un dominio ancora più totale di quello che sta facendo vedere spesso quest’anno. Il fattore principale è la salute fisica, e un giocatore che buca la difesa dei Warriors (notte NBA del 22 Novembre, altra comparsa in Top 10) con una partenza fulminea verso sinistra schiacciando addosso ad Andrew Bogut non può che stare bene.

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Fabrizio Fasanella