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Nella settimana appena passata gli Hawks di Marco Belinelli hanno giocato 4 match dai quali hanno tratto 2 vittorie e 2 sconfitte. Più importante evidenziare che, nonostante l’andamento altalenante, il numero 3 di Atlanta ha ottenuto la prima partenza nel quintetto titolare e massimo stagionale a livello di punti (27) nella gara, persa al foto finish 117 – 120, contro gli Oklahoma City Thunder.

PRIMO QUINTETTO TITOLARE

Dopo la vittoria casalinga contro i Miami Heat, in cui Marco Belinelli ha calcato il parquet solamente per 7 minuti mettendo a segno 3 punti, l’italiano è tornato subito sui suoi passi giocando una gara solida a livello offensivo (13 punti nel giro di 23 minuti con 5/12 al tiro), ma purtroppo ancora a fare la differenza è stata una difesa affaticata sulle gambe dei giocatori di Budenholzer, permettendo ai Pacers di portare a casa la 19esima vittoria della stagione. Complice l’assenza di Schroder (33 punti poi nella vittoria del giorno dopo contro i Mavs) in quel di Oklahoma, Belinelli ha avuto l’occasione di partire come guardia titolare del quintetto degli Hawks ripagando la fiducia del coach Budenholzer con una prestazione da top scorer: 27 punti ricavati da ottime percentuali (10/18 al tiro, 5/10 da tre, 2/2 ai liberi) in 32 minuti disputati sul campo che, però, hanno visto gli Hawks tornare in Georgia sconfitti a causa di un game winner strepitoso di Russell Westbrook negli ultimi tre secondi del quarto quarto.

L’OMAGGIO A KOBE BRYANT 

Come ogni giocatore cresciuto cercando di imitare e idolatrando le gesta di Kobe Bryant, Marco Belinelli ha postato su Twitter, in occasione del giorno del ritiro delle due maglie dell’ex numero 8 e 24, un’immagine che lo ritrae in un abbraccio di stima con il suo idolo. Proprio Bryant, nel mese di ottobre, aveva rilasciato un’intervista per La Gazzetta dello Sport in cui elogiava l’atteggiamento e il gioco dell’italiano: “E’ difficile stare dietro a Marco perché ha stazza, è veloce e sempre in movimento sul campo non dando punti di riferimento. L’italiano è uno di quei giocatori che ti costringe ad avere sempre il cervello connesso”. La conferma di tale stima, la si può leggere quindi tra le righe di quell’intervista così come nel momento immortalato dalla foto, tenendo conto del fatto che Kobe Bryant non lascia mai nessuna azione e nessuna parola al caso. ‘Black Mamba recognizes Beli’.

Cifre stagionali: 11.8 punti (41.3% da due, 38.2% da tre, 95.5% ai liberi), 2.1 rimbalzi, 2.2 assist, 1.0 palle rubate, 0.1 stoppate in 24.2 minuti di media per 33 partite.

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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