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Little Italy #1 – Andrea Bargnani

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Non è iniziata nel migliore dei modi l'avventura di Andrea Bargnani con la canotta dei Brooklyn Nets. E dire che le premesse per vedere il giocatore italiano al centro del progetto di ricostruzione per la franchigia n.2 (per età e blasone) di New York c'erano tutte: problemi di infortuni muscolari, e non solo (problema al gomito che lo ha tormentano in diverse stagioni), finalmente lasciati alle spalle e un ottimo europeo disputato da protagonista, con la maglia della nazionale italiana, sembravano poter essere i segni di una rinascita del mago anche nel basket d'oltreoceano. Così non è stato, almeno per il momento.                    

Prima di parlare delle prime 12 partite di stagione disputate finora dal nativo di Roma, andiamo ad analizzare la sua estate post-europeo. La competizione tra le nazionali aveva portato nuovamente in luce il nome di Andrea Bargnani anche tra i team americani. Dopo 2 anni di pura maledizione passati sempre a New York sponda Knicks, nessuna dirigenza NBA sembrava disposta a farsi avanti per offrire una nuova opportunità ed un nuovo contratto ad un giocatore che non si è mai dimostrato essere all'altezza delle enormi aspettative che versavano su di lui (scelta n.1 al draft del 2006). Grazie però alla bella figura che l'italbasket ha fatto grazie anche alle sue ottime prestazioni, il nome del centro era tornato a circolare in diversi ambienti NBA. Arriva la chiamata dei Sacramento Kings: discreto contratto, progetto giovane ed amibizioso. Nella capitale della California troverebbe: giocatori nuovi e di sicura affidabilità per una squadra NBA (il suo compagno di nazionale e amico Marco Belinelli), ex-all star alla ricerca della rinascita (Rajon Rondo), futuro (ma anche presente) dominatore della lega (DeMarcus Cousins) e uno degli allenatori più vincenti nella lega americana di pallacanestro (George Karl con più di 1000 W). Ancora una volta però il mago stupisce tutti. La sua volontà è quella di rimanere in the city tha never sleeps; così si autocandida per giocare nei Brooklyn Nets i quali, sentita l'opinione tecnica del coach Lionel Hollins, accolgono Andrea dall'altra parte del ponte. 

Il resto è storia recente. La sua nuova avventura inizia con il riacutizzarsi di un problema fisico che lo tiene ai box per tutte le partite di preseason. Poi come nei migliori colpi di scena dei film di Martin Scorsese arriviamo all'opening night al Barclays Center contro i Chicago Bulls. In 22 minuti, uscendo dalla panchina, Bargnani realizza  17 punti (6/13 dal campo), prende 7 rimbalzi e fa registrare anche 1 stoppata ed 1 palla rubata. I suoi Nets perdono ma questa prestazione sembra poter convincere Hollins a modificare le rotazioni. L'idea sarebbe spostare il mago nello starting-five e utilizzarlo come stretch four al fianco di un centro puro come Brook Lopez. L'idea, per il momento, è rimasta tale e non si è trasformata in realtà. Hollins preferisce tutt'ora lo small ball inserendo il rookie Rondae Hollis-Jefferson nel quintetto iniziale nel ruolo di guardia, spostando di conseguenza Joe Johnson nello spot di ala piccola e Thaddeus Young in quello di ala grande.

Nelle successive partite l'apporto di Bargnani alla squadra diminuisce e, di conseguenza, anche il suo minutaggio viene notevolmente ridotto. In queste prime 12 apparizzioni l'ex giocatore di Treviso ha registrato dei career low in tutte le statistiche principali (minuti, punti, rimbalzi, assist ecc.) e solo in 4 occasioni sulle 12 partite fin qui diputate è riuscito a terminare la gara senza un plus/minus negativo.

Già da tempo considerati come una delle squadri più deboli di questa stagione NBA, i Brooklyn Nets non stanno “deludendo” le aspettative con un inizio di stagione che parla di sole 2 vittorie a fronte di ben 10 sconfitte (solo i Philadelphia 76ers ed i New Orleans Pelicans hanno fatto di peggio). Nonostante ciò nelle ultime apparizioni i Nets hanno mostrato dei chiari segni di miglioramento. Dopo infatti la brutta sconfitta del 7 Novembre contro i Milwaukee Bucks (per 86 a 94), la squadra di Michail Prochorov è riuscita ad incrementare le prestazioni e la competitività riuscendo, nelle successive 5 partite, a vincerne 2 (contro i Houston Rockets ed i Atlanta Hawks) e a prederne 3 con uno scarto massimo di 8 punti contro i Golden State Warriors (però a fine tempi regolamentari il risultato era di parità). 

Nell'ultima partita disputata nella notte (sconfitta contro i Charlotte Hornets per 116 a 111), Andrea Bargnani è rimasto sul parquet, uscendo sempre dalla panchina, per 12 minuti terminando con 8 punti frutto di un totale di 4/10 dal campo. Riuscirà nella prossima settimana a mettere in mostra delle prestazioni più convincenti e a scalare le gerarchie già ben consolidate nella mente e nel play-book di Lionel Hollins?

Leo Lucio Screnci