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“Fuoco d’Olimpia” #5 di Alessandro Usai

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Eppur si muove direbbe Galileo Galilei. E qui non parliamo della terra intorno alla luna ma della palla nell'attacco dell'Olimpia. Non giochiamo bene a Cantù, sia chiaro, ma quando eseguiamo bene gli schemi in attacco e la palla circola rapida siamo una squadra. Pericolosi dal perimetro e cinici vicino canestro. Otteniamo 3 risultati: la vittoria, il primo posto in classifica e una ritrovata forza mentale.

Gag canturine

Nemmeno il tempo di cominciare che i canturini mettono in scena una gag irriverente. Una ragazzetta prende una torta e la tira in faccia a un figurante con la maglia di Gentile. Che brutti lavori che ci sono in giro. E soprattutto, che ridere! Cabarettisti mancati. Del resto ci vorrebbe coraggio a farlo con l'originale che peraltro era presente al Pianella. Una caduta di stile, l'ennesima in una settimana che di gaffes e colpi scorretti ne ha riservati diversi. E che pessima mira peraltro. Avrebbero dovuto tirare le torte a McLean e Lafayette.

Jamel e Oliver nel Martini

Il primo si muove come una pantera, prende rimbalzi, li converte in canestri, abusa degli avversari con una mobilità a tratti sontuosa. Il secondo segna un canestro da contorsionista in contropiede e sigilla la vittoria con due bombe alla Mike D'Antoni nel finale. Ma è tutta la squadra a lottare e trovare risorse a rotazione. Una citazione la merita Cerella che infila due canestri d'autore e con un taglio spezza la difesa canturina regalando l'inerzia all'Olimpia in un momento di black out. Avanti così, un derby vinto è benzina per le prossime tappe.

Fashion e illusion

Una nota a margine la merita il presidente dell'Olimpia Livio Proli che ha risposto con stile alle sceneggiate pre-derby: “L'Armani fashion ha mostrato più talento mentale della Cantù devotion”. Un messaggio dedicato a tre personaggi in cerca d'autore. La presidentessa Cremascoli che tessera giocatori in barba alle regole e ai conflitti d'interesse, il sindaco Bizzozero che irride l'Olimpia sui social alla vigilia e il proprietario Gerasimenko (di cui apprezziamo la passione) che non può fare il coach e nemmeno il Cuban della Brianza.

Del resto Cantù non sono i Mavericks.