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“Fuoco d’Olimpia #4” di Alessandro Usai

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Nemmeno il tempo di gustarci la favolosa vittoria contro l'Efes che l'Olimpia si ritrova al centro delle polemiche. In rete, sui giornali, nei dibattiti da bar tra i tifosi. Colpa dei tuttologi e purtroppo anche di qualche esperto del basket che rilancia il mantra “Senza Gentile la squadra gioca meglio”. Incredibile. Basta una partita e tutti si trasformano in esegeti della palla a spicchi. Sapete quale sia la mia posizione al riguardo ma provo a ribadirla.

In Italia e in Europa

Tralascio alcune facezie ovvero che Gentile sia il miglior realizzatore dell'Eurolega con quasi 20 punti ad allacciata di scarpa (ripeto, 20 in Eurolega), che smazzi assist e rimbalzi a ripetizione, che le sue statistiche siano migliori dello scorso anno, che sia il miglior italiano nel campionato europeo, che sia anche il miglior giocatore del campionato italiano, che abbia 23 anni, che fino adesso abbia giocato praticamente da solo visto che i compagni si appoggiavano a lui per non prendersi resposabilità. Tralascio che abbia rinunciato (per ora) alla Nba e a qualche milione di euro per prendersi quello che Sassari ci ha tolto lo scorso anno così come non voglio nemmeno ricordare che #Alegent sia sceso sul parquet con le infiltrazioni per i guai alla schiena e non solo. Tralascio che sia reduce dall'Europeo dove è stato decisivo contro Islanda e Repubblica Ceca e scintillante contro le altre big e che abbia praticamente saltato le vacanze e di conseguenza stressato il suo fisico. Tralascio anche che la miglior giocata dell'Europeo sia stata la sua schiacciata bimane contro la Lituania. Tralascio altresì di dire che l'Olimpia viaggi in testa al campionato nonostante qualche inciampo.

Jordan e Pippen

Bene. Affermare che l'Olimpia giochi meglio senza Gentile ricorda un commento fantozziano a un film russo. Sarebbe come dire che i primi Bulls di Jordan erano meglio senza MJ perchè accentrava troppo il gioco, segnava tanto ma la squadra perdeva. Sarebbe come dire che il Barcellona senza Messi sia più spettacolare e libero di giocare perchè non condizionato dalla sua stella. Sarebbe come affermare che il tennis sia meglio senza Djokovic. Sarebbe come convincersi che in fondo Gigi D'Alessio sia meglio di Bono e gli 883 dei Coldplay. O che in fondo i Rolling Stones suonino meglio senza Mick Jagger. Suvvia, non scherziamo. E non facciamo paragoni imbarazzanti. L'Olimpia ha giocato da squadra contro i turchi perchè ha finalmente liberato la testa e ognuno ha dato il suo contributo. Cinciarini ha dettato i ritmi giusti all'inizio e ha chiuso con due giocate preziose nel finale. McLean ha dominato sotto canestro e in velocità grazie alla sua mobilità. Simon ha cantato e portato la croce da vero secondo violino che diventa il primo all'occorrenza (il nostro Pippen per intenderci). Barac ha sportellato e messo i tiri giusti. Lafayette ha ricordato la frase nel film “Il Marchese del Grillo” ovvero “S'è svegliato”. Bene Jenkins in difesa. Bene tutti gli altri. Ottimo Repesa uscito tra i (giustissimi e meritati) cori di incoraggiamento. Però non toccatemi #Alegent.

Re Giorgio

Lo si nota di più quando gioca o quando non gioca? La risposta migliore ci arriva da una celebre frase di Giorgio Armani: “L'eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare”. La squadra ha indubbiamente giocato una grandissima partita senza Gentile. Ma non è una gara di 100 metri. La strada è ancora lunga. E senza il nostro Capitano non andremmo da nessuna parte. Prendere o lasciare? Beh, io prendo. E voi?