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“Fuoco d’Olimpia #3” di Alessandro Usai

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La cosa più interessante nella sconfitta spagnola dell'Olimpia Milano contro il Vitoria è probabilmente in un time out di Repesa. Il coach prova a strigliare i ragazzi che sono sotto di 20 con un quarto ancora da giocare, si rivolge a Cerella dicendogli “bravo, buon tiro” nonostante l'errore da tre punti dopo una bella bomba messa a segno qualche minuto prima. La sintesi della gara e della stagione dell'Olimpia Milano sta tutta qui, nel coraggio di Cerella che spesso manca al resto della squadra e nella fiducia che Repesa prova a infondere ai suoi giocatori. Sì perchè quando iniziamo a giocare e soprattutto a correre arrivano le soddisfazioni. Quando palleggiamo troppo e finiamo a giocare uno contro cinque siamo inguardabili. E' accaduto anche contro il Vitoria ma non si può attendere di piombare a – 20 prima di reagire e dare la sensazione di giocare a pallacanestro. Siamo stati costretti ad assistere un una prestazione scialba, priva di energia, senza un barlume di ritmo e di difesa, concedendo agli avversari tiri aperti convertiti in un 11-15 da 3 punti. Ingolfati e svogliati. Poi con la mente sgombra abbiamo rimontato grazie un Gentile in versione Nba (24 splendidi punti nonostante la corrente alternata) e un Barac finalmente all'altezza fino ad arrivare a due possessi dagli spagnoli. L'inerzia ci ha condannato in qualche episodio e la partita è scivolata via. Giustamente. Non meritavamo di vincere perchè abbiamo giocato a basket appena 6 o 7 minuti. Ma deve servirci come lezione. Abbiamo il talento per fare meglio. Al momento ricordiamo quella famosa barzelletta sulla differenza tra l'inferno tedesco e quello italiano. Sono uguali solo che in Italia a volte mancano i diavoli, a volte i dannati, spesso il fuoco. Così all'Olimpia: una gara gioca bene Mc Lean, un'altra Simon oppure Barac come capitato in Spagna. Quando riusciremo a giocare bene tutti insieme seguendo la fiducia di Repesa saremo finalmente competitivi. Per adesso godiamoci le prodezze di Alegent e dimentichiamoci in fretta le 5 sconfitte consecutive in Eurolega. I nostri traguardi contendibili davvero sono il campionato italiano e l'Eurocup. I detrattori e i critici a prescindere se ne faranno una ragione. Alla fine a ridere saremo noi.

Ps Una nota sugli arbitri. Non avevo mai visto dare un fallo tecnico a un coach che ha un parziale aperto di 15-1 solo perchè richiama i suoi in difesa mettendo i piedi fuori il box consentito. Cabarettisti mancati. Che burattini…