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“Fuoco d’Olimpia #2” di Alessandro Usai

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Sarà il colore giallo che ci porta male. A Limoges e a Torino le canotte gialle ci fanno neri. E di brutto pure. Due squadrette (perdonate la franchezza) mostrano tutta la nostra attuale inconsistenza. Nel giorno in cui Parker smazza l'assist numero 6 mila in carriera e Duncan diventa lo stoppatore numero 5 della storia della Nba l'Olimpia tocca il momento più basso della stagione. Diamo una stoppata (dicasi una!) in 40 minuti contro Torino e collezioniamo 11 assist. Adesso siamo davanti a un bivio: iniziare a contestare le scelte societarie oppure mostrare maturità e guardare avanti con fiducia nonostante la sconfitta contro l'ultima in classifica. La squadra c'è e resta competitiva. Basta prendere singolarmente i giocatori che hanno senza dubbio doti cestistiche superiopri alla media, almeno in Italia. L'Olimpia ha un evidente problema di testa. Ecco perchè un clima ostile non aiuterebbe la risalita. Certo, vedere Mancinelli umiliarci con un gancio cielo in stile Jabbar non fa piacere. Così come non è tollerabile vedere Barac (2,17) stoppato proprio dal Mancio. E fa infuriare farsi bucare dal perimetro dal follower di coach K (all'anagrafe Dawkins jr). In terra Sabauda si salva Jamel con 23 punti e 8 rimbalzi, Jenkins che a sprazzi finalmente convince e Alegent che ne infila 11 nell'ultimo quarto nonostante il sanguinoso errore nella (prevedibile) tripla del sorpasso. Per il resto è quasi tutto da dimenticare. Come il banale fallo di Hummel nei secondi finali che regala 2 liberi e soprattutto l'inerzia ai torinesi. Ora è tempo di guardarsi in faccia. I veri tifosi debbono solo sostenere i ragazzi, ne hanno bisogno oggi più che mai. Contestare sarebbe troppo facile.Pensiamo piuttosto a risolvere il giallo che ci avvolge. Abbiamo tutte le carte in regola per riuscirci.