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Fuoco d’Olimpia #18 di Alessandro Usai

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Dove sono finiti i detrattori del Cincia? Ve li ricordate? Non tira bene, non difende, a livello europeo non è competitivo, in Italia resta uno dei tanti. Adesso se si facessero le primarie per nominare il play dell'Olimpia i gazebo verrebbero presi d'assalto perché il Cincia vincerebbe a mani basse.

Arsenio Lupin

Già, mani basse. Quelle mani da Arsenio Lupin che rubano palloni e fanno girare la banda di coach Repesa. L'ultimo scippo risale alla gara contro Casera. Sbaglia un tiro da tre punti, finge di tornare in difesa e come un falco si butta sulla palla in uscita di Caserta, la recupera e appoggia al vetro 2 comodi punti. Stellare. Così come è assolutamente decisivo con assist e punti per regalare a Milano una sofferta vittoria. Il nostro limite resta sempre quello: appena scendiamo di intensità siamo in balia di ogni avversario.

Campanella

Non è possibile battere Torino e Caserta soffrendo fino alla fine nemmeno di fronte ci fossero top team di Eurolega. Coach Repesa ha suonato l'allarme: così non si va da nessuna parte. Speriamo lo ascoltino. L'Olimpia può provare il triplete perché dopo la vittoria della Coppa Italia è nettamente la squadra più forte del campionato e in Eurocup ha un tabellone che fa ingolosire. Siamo attrezzati con questo Cincia in formato Gary Payton (per chi lo ricorda) e con Kalnietis, Lafa, il cugino di Buccinasco nel reparto piccoli possiamo alzare la voce. Interessante l'esperimento di vedere Gentile e Sanders in campo contemporaneamente.

AleSanders

I due si cercano, Rakim ribalta verso #alegent senza egoismi e il Capitano gli alza per la bimane come ringraziamento. Avere Sanders dalla panchina è un gran lusso soprattutto se poi resta in campo possibilmente con Gentile. Siamo di un altro livello. Non fa più notizia Simon, vera anima della squadra. Segna, inventa, cade e si rialza. Monumentale. E anche sotto canestro Batista, Mclean e compagnia cantante fanno esaltare pubblico e compagni. Compreso Milan, che a volte tabella con classe e distribuisce sostanza. Ma la vera addizione resta lui: Andrea Cinciarini. Un fiero guerriero che è arrivato a un tiro dallo scudetto lo scorso anno. Merita di avere un finale diverso stavolta.