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“Fuoco d’Olimpia #1” di Alessandro Usai

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Che peccato vedere l'Olimpia spenta e senza idee. L'ultima spiaggia francese a Limoges regala ad Alessandro Gentile uno dei suoi compleanni più amari: 23 anni e tanta delusione per una Eurolega che finisce di fatto già a novembre. La gara dura appena un quarto, quando proprio Alegent segna allo scadere da campione l'arresto e tiro del 19-21. L'Olimpia da lì in poi non esiste più. Una valanga di palle perse, una difesa imballata sul pick and roll e una energia che rapidamente evapora sotto lo scolastico ma ordinato gioco francese. Ma Fuoco d'Olimpia vuole essere una fiamma che non si spegne mai. E allora a dispetto del risultato finale occorre salvare i (pochissimi) reperti di speranza che arrivano dal parquet francese. Jamel che mette 2 punti in svitamento dal post basso dopo un rimbalzo d'attacco, Gani che fa la voce grossa con rimbalzi ad altezza siderale, Kruno che segna dopo un terzo tempo d'altri tempi, Jenkins che mette una tripa grazie all'extra pass di Lafayette e due possessi dopo segna dall'angolo un complicato jumper. Poi un capitolo a parte lo meriterebbe il Capitano: lampi sparsi di classe pura sui due lati del campo. Tutto inutile. sì perchè le scintille contano poco quando sprofondi sotto le ondate del Limoges. E allora ti verrebbe da spiegare a Gani che se tocchi la palla in parabola discendente vale il canestro per l'avversario. Oppure a Hummel che non si offende nessuno se ogni tanto segni qualche tiro con i piedi per terra. Troppo brutti per essere veri. All'intervallo siamo 1-11 da 3 punti. Troppo generoso il risultato finale di 74-65. Il sentiero verso la vittoria appare stretto. Ma l'Olimpia è fatta così: prendere o lasciare. Noi, nonostante la voglia di lanciare il telecomando verso il televisore,  prendiamo. E voi?