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Fuga di cervelli #3: Settimana tra studio intenso e vittorie sofferte

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Pagine di storia sono state scritte nel campionato NCAA come quelle che riguardano l’UCLA di fine anni sessanta o il fantastico successo di North Carolina State del 1983 ma altre pagine sono protagoniste nella rubrica odierna, quelle dei libri.

Come scritto da Pierfrancesco Oliva nella nostra esclusiva “Oltreoceano”, è stato tempo di esami in questa settimana che si è conclusa con solo quattro partite giocate dai due italiani, due a testa.

Cominciamo dal diciannovenne di Taranto che ha giocato due partite molto sofferte. La prima contro Princeton in cui St. Joe’s ha trionfato in quella classica partita in cui il nervosismo l’ha fatta da padrone ma alla fine i padroni di casa l’hanno spuntata con il punteggio di 62-50 contro Princeton, college in cui giocò David Blatt ovvero l’attuale coach dei Cleveland Cavaliers. In questa partita Oliva ha fatto registrare quattro rimbalzi e quattro assist nei ventuno minuti lasciati da coach Phil Martelli che lo ha fatto partire titolare. Ciò è avvenuto anche nella attesissima partita contro Temple, una delle maggiori rivalità di St. Joe’s University. Match equilibratissimo che si è deciso solo al supplementare ed a spuntarla è stata la rosa di coach Martelli solo al termine di un combattutissimo tempo supplementare con il punteggio di 66-65 grazie alla fisicità espressa dagli Hawks. In questa sfida Oliva ha giocato ventuno minuti realizzando quattro punti e quattro rimbalzi.

Passiamo ora al Musso che ha affrontato due match molto ostici. Il primo, giocato giovedì notte, ha visto la St. John affrontare una sfida difficilissima contro la Niagara University. Partita scontrosa e nervosa finita con il punteggio di 48-44 in cui Mussini ha realizzato undici punti risultando il miglior dei suoi nel match della Carnesecca Arena. Inoltre il play reggino è stato anche colui che ha disputato più minuti tra le fila del college newyorkese, giocandone ben trentasei, dato che testimonia la grande fiducia che un hall of famer come Chris Mullin ripone in lui. Infine l’ex Reggio Emilia è stato impegnato anche nella serata di domenica dove i Red Storm hanno affrontato un college di prestigio come quello di Syracuse, in cui ha giocato un certo Carmelo Anthony, allenato da uno degli allenatori più influenti nella storia del gioco: l’assistente di coach K nel team USA Jim Boeheim. Partita intensa ma vinta nel primo tempo da St. John grazie all’ottima performance del play italiano autore di diciassette punti, tre rimbalzi e tre assist in trentasei minuti di gioco. Nulla da fare quindi per gli Orange che sono usciti dal Madison Square Garden sconfitti 84-72.

Così si conclude il racconto di questi sette giorni per i nostri italiani impegnati in NCAA in cui per giocare bisogna studiare duramente non solo il gioco ma anche le materie scelte per affrontare l’avventura dell’università americana tanto affascinante quanto difficile.