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Fuga di cervelli #2: Arrivano i primi ostacoli ed un debutto speciale

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Dopo una eccellente prima settimana arrivano le prime asperità da superare per i nostri due ambiziosi italiani affamati di vittorie nel campionato di NCAA. Ci sono state partite interessanti nel corso di questi quattordici giorni sia per Pierfrancesco Oliva che per Federico Mussini ma i risultati non sono stati esaltanti. Cominciamo parlando dell’ala originaria di Taranto che ha dovuto affrontare due partite di livello nel corso di quest’ultima settimana. Infatti il college di St. Joe’s Hawks si è confrontato contro una tra le squadre più forti del panorama universitario americano ovvero Villanova Wildcats, ottava nel ranking nazionale. In quel della “Michael J.Hagan’85 Arena” di Philadelphia si è sviluppata nella notte tra martedì e mercoledì una trama di gioco interessante ma alla fine si è fatta l’inferiorità tecnica del falchi che hanno ceduto con il punteggio di 86-72 in una sfida in cui il classe 96’ ha segnato due punti ma ha contribuito alla squadra con sette rimbalzi nei diciassette minuti in cui è stato impiegato dal coach Phil Martelli, il quale lo ha schierato nel quintetto titolare. Infine nella serata di ieri la St.Joe’s ha affrontato una delle migliori squadre della Ivy League ovvero la prestigiosa Columbia University. Tra i due roster c’è stata una sfida molto equilibrata, interessante e tirata tanto che l’università newyorkese ha ceduto solamente con il punteggio di 80-78. Come tutte le partite disputate in questa stagione dai falchi, Oliva è partito in quintetto base ma non ha inciso particolarmente nella contesa non avendo realizzato nemmeno un punto in undici minuti.

Giornate intense anche per Federico Mussini e la sua St.John’s in particolare tra il 23 ed il 25 novembre scorso. Infatti la squadra di coach Chris Mullin ha disputato un prestigioso torneo di inizio stagione collegiale ovvero il “Maui Jim Maui Invitational” disputatosi nelle Hawaii. Questo perché I Red Storm sono stati una tra le sette squadre della I Division ad essere state selezionate per l’edizione di quest’anno ma il torneo per il roster in cui fa parte il play reggiano non ha brillato. Nella prima partita della competizione la St.John’s è stata travolta dalla potenza dell’università di Vanderbilt, che ha perso solo in finale contro Kansas, con il punteggio di 92-55 in cui Mussini si è comunque difeso alla grande risultando il migliore dei suoi con quattordici punti. Anche nel secondo turno il roster allenato da coach Mullin è stato sconfitto questa volta per mano di Indiana University, partita in cui il Musso ha siglato diciassette punti in trentasette minuti di gioco tirando con buone percentuali. Solo nell’ultimo match disputato contro Chaminade ne sono usciti vincitori con un Mussini da ventiquattro punti e sei assist in un test senz’altro indicativo per i Red Storm. Dopo questa bella esperienza alle isole più intriganti del mondo, Mussini & co. hanno avuto una settimana di riposo che evidentemente non è stato salutare poiché hanno subito una sconfitta pesante da parte di Fordham University, uscita trionfante con il punteggio di 73-57. Infine, nella giornata di ieri, si è giocata una partita significativa per coach Mullin e per il freshman italiano perché quella contro St. Francis University è stata la prima partita, rispettivamente da allenatore e da giocatore, a quello che è definito il tempio del basket dove si sono giocate partite memorabili: il Madison Square Garden. La pressione si è fatta sentire ed inizialmente i Red Storm l’hanno subita con l’iniziale vantaggio dell’Università di Brooklyn ma col passare dei minuti i valori in campo si sono stabilizzati ed hanno scaturito il trionfo con il punteggio di 63-56 con “Rico, Rico”, chiamato così dai suoi compagni di squadra, autore di sei punti conditi da altrettanti assist.

Arriveranno altri momenti così, altre partite in cui sembra che tutto vada storto e la pressione sale, non puoi più permetterti di sbagliare ed è proprio in quel momento per un giocatore si apre un bivio: restare nell’anonimato o prendersi responsabilità. Se va bene sarà idolatrato, venerato in qualsiasi discussione e la fiducia sale a livelli fantasmagorici ma se sbaglia sarà criticato, sbeffeggiato, persino insultato. Ora i nostri azzurrini avranno una scelta da fare ma conoscendo le loro strade, le loro carriere, già sappiamo una cosa: nel bene o nel male loro cercheranno di rendersi protagonisti in questo beffardo, entusiasmante e romantico campionato NCAA.