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Cosa succede in … Serie A? #7

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Ventunesima giornata
di Serie A che ha visto scontrarsi le squadre più forti del nostro campionato, o comunque quelle con giocatori di primissima fascia. Nell'anticipo di mezzogiorno della domenica, è andata in scena la partitissima tra Reggio Emilia e Cremona, terminata 86-77. Il roster di Coach Menetti vince, grazie ad un immortale Rimantas Kukenas -autore di 13 punti in appena 16 minuti di gara e appena tornato da un lungo infortunio- un autentico scontro ai piani alti, trascinata soprattutto da un'audace Pietro Aradori (22 punti). L'altro big match se l'è portato a casa la Sidigas Avellino, alla ottava vittoria consecutiva. Gli irpini hanno sbancato il PalaSerradimigni 95-94Sassari ha alzato bandiera bianca negli ultimissimi secondi di gara, trovando il canestro vincente con Joe Ragland. L'ex Olimpia ha messo una tripla da oltre sette metri, in faccia all'altro Joe, Alexander. Venezia-Brindisi, altra gran partita sulla carta che, però, non è stata poi così equilibrata. La gara è stata vinta dai ragazzi del neo Coach Walter De Raffaele, subentrato a Charlie Recalcati nelle scorse settimane, per 97 a 75. Decisivo per le sorti del match, l'ex Varese Mike Green, autore di 28 punti per 35 di valutazione. Abbiamo citato la squadra lombarda non per nulla, i biancorossi ottengono una vittoria di un'importanza vitale contro la cenerentola del campionato, Torino. Varese vince nel capoluogo piemontese con un ottimo +12 (72-84) e torna, così, a respirare un po' di aria pulita, scaricandosi parecchia tensione di dosso. Moretti ringrazia la super prestazione di Rihard Kuksiks, il quale mette a segno la bellezza di sette triple su otto tentativi, per un totale di 21 punti in 18 minuti. Solo due giocatori, secondo i dati aggiornati dal 1987/1988, hanno segnato di più fuori dall'arco: Andrea Niccolai di Biella e Philip Jones di Cantù, entrambi con otto triple realizzate. Infine, vince anche Capo d'Orlando 65-59 contro Caserta, col sempre più spettacolare Ryan Boatright (28 per lui) a fare la voce grossa. Per i campani c'è solo da sperare che il nuovo acquisto Uros Slokar, possa portare maggiore continuità nei risultati.

La squadra: Olimpia Milano
Milano merita solo tanti applausi. Motivo numero uno: dopo la Coppa Italia vinta nel weekend precedente, la squadra di Repesa poteva accusare la sindrome della “pancia piena“, tirando un po' il freno e sottovalutando la semplice partita contro la Virtus. Ma così non è stato. Anche perchè giocare all'Unipol Arena di Bologna, davanti a così tanti tifosi che ci mettono ben poco a scaldarsi, non era impresa facile. L'Olimpia non vince soltanto la trasferta bolognese, fa di più: stravince 101 a 85, guidata dal solito Simon (21 punti, 7 rimbalzi e 7 assist), sempre più leader della brigata milanese.

L'MVP della giornata: Kyrylo Fesenko (Cantù)
La regola vuole che venga premiato un giocatore che abbia vinto nel corso del weekend, per questo a malincuore escludiamo Dexter Pittman di Bologna, autore di una prova personale sontuosa contro la capolista Milano (39 di valutazione). A tal proposito, virando sul piano B, e che piano B (!), scegliamo Fesenko a mani basse. Il centro di Cantù sta portando la pallacanestro italiana verso un altro concetto di basket, un ritorno alle origini. Nell'epoca moderna, assistiamo sempre meno all'uso del pivot, vedi anche in NBA. Ormai le squadre cercano, nella maggiorparte dei casi, il tiro da tre punti o la penetrazione del playmaker di talento, sfruttando poco e niente l'importanza di un centro possente (anche abbastanza statico), che manca spesso nei vari roster. L'ucraino, nella delicata sfida contro Pistoia, realizza 16 punti e cattura ben 15 rimbalzi, risultando fondamentale sotto canestro. Il tutto davanti ad un avversario di primissimo livello come Alex Kirk, uno dei più forti (se non il migliore) a rimbalzo della nostra Serie A.

La partita: Cantù-Pistoia
Il posticipo della sesta giornata di ritorno è stato davvero molto emozionante. Due squadre che non si sono mai tirate indietro e che hanno lottato per tutti i quaranta minuti, con Fesenko e Kirk a darsi battaglia a suon di rimbalzi. Alla fine, la lotta è stata vinta dai brianzoli, i quali hanno messo la sesta marcia negli ultimi minuti del match, andando a vincere 82 a 74. E' stata il giorno della prima per i neo arrivi Ignerski e Lorbek. Per i due, però, non si tratta dell'esordio in A, in quanto entrambi avevano già giocato in Italia rispettivamente con Roma (il primo) e con Treviso (il secondo). Ad ammazzare la partita ci ha pensato il canadese Brad Heslip con le sue sei triple a bersaglio su dieci tentativi, comprese un paio molto sfortunate entrate e uscite dal ferro. Successo che fa ben sperare il patron Gerasimenko, desideroso di Playoff e che rende meno amaro il bilancio negativo di Coach Bazarevich.

Il caso: Pietro Aradori (Reggio)
Il caso del weekend che sta facendo ancora, e probabilmente farà ancora, discutere molto. Il post scritto da Pietro Aradori sui social dopo Reggio Emilia-Cremona ha lanciato un chiaro segnale allo sport italiano ed al tifoso medio. Per chi se lo fosse perso l'ex Galatasaray ed Estudiantes, ha riportato queste dure parole sul suo profilo Facebook: A fine partita vado in zona sky per l intervista e la postazione tv era proprio sotto la curva riservata a cremona. Quindi mi trovo con 20/30 persone che mi ricoprono di insulti con la partita gia oramai finita. Il punto è che io non ho mai avuto a che fare con Cremona. Mai una rivalità personale, mai una serie di playoff in cui gli animi si possono scaldare, tanto meno mai ho indossato la casacca di Cremona, quindi non sono nemmeno un ex. E non si tratta di me, gentile, vitali, cinciarini, cusin o qualunque altro nome di giocatore della Nazionale . È successo tutto cosi, a caso. Perche in italia, funziona cosi. Ma non deve essere cosi! Ed è proprio questo il piu grande limite dello sport in italia , gente che si ritiene essere “tifosa” quando invece che sostenere la proprio squadra , non fa altro che insultare gli avversari a prescindere, in quasi tutti i campi. Poi quando arriva l estate e la Nazionale subito pronti a chiederti il massimo e a dirti che sei un grande e di dare tutto per loro. E durante la stagione giù di insulti. Ed è questo il motivo per cui la nostra cultura sportiva è indietro di anni rispetto a tutta europa.”

Da non perdere il prossimo turno: Reggio Emilia-Reyer Venezia
E' la sfida da non perdere. La Reyer sembra essersi ripresa con la bella, quanto convincente, vittoria schiacciante su Brindisi. Però, contro la Grissin Bon, l'ex squadra di Recalcati ha davvero un banco di prova non indifferente, per dimostrare finalmemte all'Italia di non essere poi così incostante come appare. Reggio, d'altra parte, è assolutamente la favorita ma deve cercare il più possibile di limitare Mike Green, arma in più per gli ospiti e che potrebbe rivelarsi killer della partita.