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“American Roads” #4: Boston

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Dopo una settimana, siamo diventati bravi a preparare le valigie da caricare in macchina. La strada che porta da New York a Boston passa tre stati: New York (si, è anche uno Stato), Connecticut ed infine Massachusetts. E’ un percorso piacevole perché, lì dove i grattacieli finiscono ed iniziano le casette in legno e le insenature suggestive, si arriva piano piano a Boston.

La pioggia, il TD Garden e l'Irlanda

Se il viaggio in auto non ha avuto problemi, il tempo non è stato dalla nostra. Pioggia a New York, pioggia durante il tragitto e pioggia (torrenziale, aggiungo) a Boston. Tra i tanti aggettivi che si possono dare alla città patria dei Boston Celtics “carattere” è quello che la può descrivere meglio. Gli edifici in arenaria rossa nella zona del Fancuil Market, oppure dei Central Wharf, conditi con le luci quasi natalizie messe sugli alberi, sono un qualcosa di incredibile e che vale davvero il viaggio. 
Sportivamente parlando la città ha una direttrice importante formata dal Fenway Park (non troppo lontana da BackBay dove abbiamo dormito) ed il TD Garden, al secolo come Boston Garden. Proprio questo impianto, oggi considerato uno dei più suggestivi al mondo, la città del Massachusetts è riuscita ad entrare e mai muoversi dalla BAA (Basketball Association of America) e poi dalla NBA. Il forte richiamo verso l’Irlanda, celebrato non solo dal nome della squadra di pallacanestro, è manifestato in molti dei pub che guardano il centro storico della città. Ci tengo a sottolineare, per tutti i giovani che stanno leggendo, che ogni pub il venerdì sera ha una band che suona musica dal vivo. 

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The Athens of America

William Tudor, fondatore del “North American Review“, ha definito Boston “The Athens of America” per via dell’influenza della città nel campo culturale. Aggiungo io, e credo sarete d’accordo, anche nel campo della pallacanestro. Il nome di Red Auerbach, nello sport che noi amiamo, ha un valore importantissimo, e come tale dobbiamo trattarlo. Oltre a dovere a lui l’invenzione del fastbreak (contropiede in italiano), è l’allenatore con il numero di NBA Finals vinte di seguito più lungo: ben otto, e tutte tra 1959-1966 sulla panchina del Boston Celtics. 
I nomi McHale-Russell-Bird rappresentano secondo molti la migliore frontcourt di tutta la storia NBA. In città però quando chiedi dove è possibile trovare una maglietta vintage o una replica di una qualsiasi delle loro maglie, Bird a parte, nessuno sa rispondere. Più triste ancora è sentirsi dire che “se hanno giocato quest’anno di sicuro online oppure allo shop si trovano”. 

Harvard ed MIT: che emozione!

Capitolo a parte, due eccellenze nel campo della cultura: Harvard e l’MIT. Nulla da dire su due Università che di sicuro affollano i sogni di ogni ragazzo con un briciolo d’intelligenza ed anche un grande portafoglio, meglio ancora se è del padre. All’MiT, però,  c’è la possibilità di entrare, vedere ed addirittura essere in aula. In comune dopo una visita comunque superficiale per motivi di tempo, oltre alla cultura ed alla storia dalla loro, hanno delle colonne, colonne molto alte. Beppe Severgnini nel suo viaggio da Portland, Maine (neanche troppo lontano da qui) a Portland, Oregon (cosa ovest degli Stati Uniti) ha detto sull’MIT ma lo estendo anche ad Harvard: “Colonne grandi per studenti piccoli ma molto in gamba”. Sono pienamente d’accordo.

L'11 settembre: una data non qualunque in America

Essere in una città americana l’11 settembre non è mai una cosa allegra. Il mondo sembra schiacciare il pulsante rewind di continuo ed il 2001 è sempre la meta d’arrivo; il sole, cosa rara a Boston durante l’anno, decide di rallegrare comunque l’animo di una nazione in profondo lutto. 

In auto sulle strade del Massachusetts

Avere un mezzo di locomozione proprio (detto anche auto a noleggio) può regalare notevoli sorprese o piacevoli curiosità. E’ il caso di Renver, cittadina a 20 km da Boston, che è passata alla storia per aver avuto la prima spiaggia pubblica (molto bella) del Paese. Di ritorno da questo strano posto non si può fare a meno di assaggiare un astice, protagonista passivo di quella che da queste parti è una vera e propria cultura. Non dico cosa è successo a tavola, abbiamo convenuto con gli altri colleghi di evitare ogni foto, filmato o racconto, dico solo che, la povera bestia poteva avere fine migliore. 

11.45PM è effettivamente tardi. In Italia qualcuno è già in moto per iniziare la sua giornata, noi andiamo a letto. Albany domani ci aspetta. 

Boston , 11 settembre 2015

 

La prossima tappa sarà online dopodomani a partire dalle ore 11:00

American Roads – Washington D.C.: Clicca Qui

American Roads – Philadelphia: Clicca Qui

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