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Terza vittoria casalinga. Varese stende Trieste 78-66

Matteo Bettoni 28 ottobre 2018
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Continua la cavalcata casalinga della Openjobmetis Varese. Al PalaEnerxenia di Masnago, i bianco rossi vincono la terza gara consecutiva in casa superando l’Alma Trieste per 78 a 66. I sette uomini a segno su otto ingressi nel primo quarto e l’imprecisione di Trieste hanno sicuramente aiutato a mettere lo smalto poi perso nel corso dei minuti a causa della ripresa degli ospiti – andati anche in vantaggio sul 23-25 – nei primi 20’. Il dominio a rimbalzo di Varese però è netto e la squadra di Caja è brava a sfruttare la forza interna di Tyler Cain e il momento di grazia di Aleksa Avramovic – in una serata amara fino all’intervallo – in uscita dagli spogliatoi per allungare in modo decisivo e aggiudicarsi la gara già nel terzo quarto. 

I numeri della gara

Varese parte forte già nel primo quarto, Trieste non regge il ritmo. Atletismo, velocità sul perimetro non sono utili alla squadra di Dalmasson che va in netta difficoltà quando ad abbandonarla è anche il tiro da tre. 2/10 dall’arco siglato Strautins e gli ospiti sembrano cedere il passo quando il tabellino recita 11-3 grazie alla distribuzione di palla e una potenza offensiva che gode di ben sette giocatori a segno nei primi 10’. Poi però Varese cala, il pitturato è più accessibile ed ecco che gli ospiti riescono a tirare fuori la testa dall’acqua.

L’unico vantaggio degli ospiti

A cavallo tra primo e secondo quarto la Openjobmetis subisce una battuta di arresto che costa un parziale di 2-13 permettendo a Wright (10 punti nel solo secondo quarto) di accendersi e a Peric di mandare su tutte le furie coach Attilio Caja con una tripla aperta. Il primo vantaggio (23-25) di Trieste però dura poco. Cain, Ferrero e Moore sono i defibrillatori della squadra e segnano un controparziale di 11-0 che fa decollare Varese verso il vantaggio definitivo.

Avramovic nel momento di difficoltà

Vantaggio sempre messo in discussione, ma mai abbandonato. Forse è grazie anche ad Aleksa Avramovic. Autore di soli 2 punti nei primi 20’, nel terzo quarto il serbo fa esplodere quattro triple consecutive che sprigionano profumo di vittoria. Parziale di 8-0 – coi due punti di Archie – e in un attimo i varesini si trovano dal +1 al +10 con due minuti da giocare nel terzo periodo. Sono 14 punti, dopo il 40’.

MVP: Tyler Cain

25 minuti di intensità e forza. L’MVP della gara porta nome e cognome americano: Tyler Cain. Con lui sotto i canestri, il quintetto varesino è al sicuro in difesa (5 rimbalzi difensivi) e sempre sull’offensiva sotto i canestri avversari (6 rimbalzi in attacco). Non è più una novità, ma in quasi mezz’ora di gioco l’americano ha fatto saltare tutti i piani difensivi degli avversari creando seconde occasioni per la squadra o costruendo punti personali (13 a fine gara) dal rimbalzo offensivo, come capitato sulla schiacciata al volo del 42-34. 21 di valutazione finale.

L’importanza di essere squadra

Le difficoltà di Avramovic a trovare il canestro si percepiscono già dai primi minuti. Il serbo ha una influenza non indifferente sulla squadra, ma che importanza ha quando altri sei giocatori sono pronti a mascherare un momento di black-out? Archie, Iannuzzi, Scrubb, Cain, Moore e Bertone. Tutti a segno nei primi 10 minuti per tenere in vantaggio una Openjobmetis che, sin dal primo quarto, fa poco affidamento sui singoli e tanto sul concetto di squadra. Il tabellino a fine partita parla chiaro:  quattro uomini oltre i dieci punti (Avramovic 14, Cain 13, Archie 11, Scrubb 10)  e due a quota nove (Ferrero e Moore).

 

 

QUI le parole di coach Attilio Caja

QUI le parole di coach Dalmasson

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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