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Milano conquista il 28° scudetto della storia sul campo di Trento. L’EA7 espugna la BLM Group Arena 71-96

Matteo Bettoni 15 giugno 2018
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L’Olimpia Milano è per la 28° volta nella sua storia campione d’Italia. Coach Simone Pianigiani l’aveva detto che per vincere sarebbe servita una vittoria esterna. E così è stato. La prima vittoria fuori casa della serie è quella che consegna lo scudetto a Milano che ha potuto contare per tutta la serata su un gioco globale: i pick-and-roll di Jerrells e Gudaitis sono stati decisivi per penetrare in area e ferire la Dolomiti nei suoi punti forti, le triple di Bertans (4/7), Kuzminskas (5/6) e Goudelock (5/9 e premiato MVP delle Finali) sono state le certezze che hanno permesso a Milano di non cadere nelle incertezze che hanno segnato gara -4 proprio quando Trento era sulla buona strada per completare la rimonta nel terzo quarto. Per come si era avviata la gara, forse 25 punti di scarto sono anche troppo severi per una squadra come Trento che fino alla fine, se non negli ultimi 2′ quando l’esito era ben chiaro, ha sempre combattuto col coltello fra i denti. Trento paga un primo quarto da 0 assist e i 4 falli di Shields e Sutton nel momento chiave della rimonta nel terzo quarto.

Primo tempo

A sciogliere la tensione della gara ci pensa subito Andrew Goudelock, l’eroe di mercoledì sera, con una tripla. L’americano segna altri cinque punti e insieme a Micov e Kuzminskas firma un parziale di 2-10 dopo la tripla del lituano. Si fa subito dura per Trento che però reagisce bene con un contro-parziale di 7-0 grazie al quale le Aquile trovano anche il primo vantaggio sul 13-12. Si fa subito sentire Shields (8 punti) attaccando forte il canestro, ma poi Milano torna a capitalizzare coi pick-and-roll sull’asse Jerrells-Gudaitis e le bombe di Micov e Kuzminskas. A Milano non basta il +5 di fine prima frazione (20-25). Al rientro l’EA7 ferisce ancora con le sue armi preferite. Tanto pick-and-roll, circolazione di palla e tiro da fuori. Le scarpette rosse diventano delle Ferrari e allungano con un nuovo parziale di 14-3 che porta le firme di Bertans, Jerrells e Gudaitis. Oltre a punti dalla panchina di fondamentale importanza, Milano stacca una Dolomiti sempre più in cerca di energia, ma negli ultimi due minuti abbassa il ritmo e subisce i punti di Shields. E’ comunque +13 all’intervallo.

Secondo tempo

Il corso della terza frazione vede gradualmente il tentativo di rimonta di Trento. Hogue intraprende una sfida personale con Tarczewski, Gomes e Gutierrez segnano il -7 (50-57) imponendo per un attimo il gioco ai milanesi. Se Trento trova i punti grazie alle alternative e non ai soliti Sutton e Shields, Milano fatica a macinare gioco, ma trova la salvezza grazie all’impeccabilità di Bertans e Kuzminskas da oltre l’arco per un vantaggio che rimane costantemente intorno alla doppia-cifra (56-66 dopo 30′). L’EA7 tiene la concentrazione sempre al massimo. Milano evita passaggi a vuoto e mette la quarta per ingranare una serie di canestri ancora da oltre l’arco con Goudelock, Kuzminskas e Bertans che marcano il 62-77. I punti di Milano cominciano a mettere paura ai trentini. Hogue perde la testa in un contrasto con Gudaitis, l’Olimpia allunga sul 64-84. E’ troppo tardi quando a poco meno di 5′ dalla fine Buscaglia chiede ai suoi di provare ad allargare il campo. Milano legge il linguaggio del corpo dei padroni di casa e rincara la dose mettendo le mani sul 28° scudetto della sua storia. Alla BLM Group Arena, Milano conquista le finali col punteggio di 71-96.

Tabellini:

Dolomiti Energia Trentino: Franke 2, Sutton 15, Silins 2, Musumeci NE, Forray 14, Gutièrrez 8, Lovisotto NE, Gomes 7, Lechthaler NE, Shields 14;

EA7 Olimpia Milano: Goudelock 21, Micov 10, Vecerina NE, Pascolo NE, Tarczewski 6, Kuzminskas 15, Cinciarini 2, Cusin 1, Abass 0, Bertans 15, Jerrells 12, Gudaitis 14;

Parziali:

Singoli: 20-25, 13-23, 23-18, 15-30; Progressivi: 20-25, 33-48, 56-66, 71-96;

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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