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Little Italy – Marco Belinelli #14

Matteo Bettoni 11 marzo 2018
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E’ passato un mese ormai dall’approdo di Marco Belinelli in quel di Philadelphia e pare che il giocatore abbia già trovato un clima tranquillo e adatto. Il numero 18 dei 76ers ha giocato finora dieci partite con la sua nuova squadra – 6 vittorie e 4 sconfitte il mini-record – ed in così poco tempo è già riuscito ad ottenere l’appoggio di Brett Brown grazie a solide prestazioni e duro lavoro. Nel mentre Philadelphia viaggia ad un buon ritmo ad Est: 35 vittorie e 29 sconfitte valgono la sesta piazza e un posto quasi assicurato ai playoff.

“Ho insistito fortemente per averlo a Philadelphia. E’ un professionista”

Secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”, Philly sarebbe riuscita a reclutare Marco Belinelli grazie all’insistenza di Brett Brown: “L’ho voluto io e ho cercato in tutti i modi di portarlo qui” spiega l’allenatore capo dei 76ers che poi, nell’intervista, punta l’attenzione sul fatto di voler migliorare l’Azzurro sul lato difensivo: “Marco è un grande professionista. Sappiamo tutti molto bene come sia in grado di cambiare le partite in attacco, ma durante il reclutamento gli ho chiesto di permettermi di allenarlo in difesa, sarò inflessibile. Muove bene i piedi ed è un super professionista. E’ un uomo che gioca in un gruppo giovane che necessita esperienza”. Brett Brown conosceva Belinelli e l’aveva già seguito durante le sue parentesi da membro dello staff di Gregg Popovich fino al 2013 per poi vederlo approdare a San Antonio nel 2014. Troppo tardi però, perché lo stesso anno Brown si è seduto sulla panchina di Philadelphia e per poco i loro destini non si sono incrociati, ma l’attuale capo-allenatore non si è mai arreso ed è riuscito ad ottenere ciò che ha sempre tenuto sott’occhio. Brown, infatti, sta dando molto spazio a Belinelli che guida la ‘second-unit’ dei 76ers con una media di circa 25 minuti a partita.

“Sono molto motivato. La difesa qui è un obiettivo comune”

Sono  arrivate anche la parole di Marco Belinelli, sempre per “La Gazzetta dello Sport” in merito all’influenza che ha avuto Brett Brown sulla sua scelta: “Qui la difesa è un obiettivo comune perché sono un gruppo giovane che vuole vincere subito. E’ più facile brillare in un sistema difensivo funzionale, che altrove non avevo trovato” e in effetti Philadelphia è la migliore squadra se combiniamo potenziale, offensivo e difensivo, con l’età e l’esperienza dei giocatori a disposizione. Dalle parole del numero 18, spuntano quindi grande motivazione e voglia di far bene in un gruppo che può accedere e dare molto fastidio ai playoff agli avversari grazie alla versatilità del roster. In più, per Belinelli sarebbe un ritorno molto desiderato ai playoff, visto che l’azzurro non gioca la off-season da due anni. La corsa alle prime otto è stata una delle motivazioni che ha pesato maggiormente come lo stesso giocatore ha pubblicamente dichiarato ai microfoni di Sky Sport: “Ho cambiato molto volte squadra, ma mai durante la stagione. Sono stati giorni nervosi, ma è stato sicuramente molto interessante parlare con allenatori e general manager. Sono contento di aver potuto scegliere e di aver scelto Philadelphia”. Non manca anche un pensierino alla Nazionale: “Ho visto le loro partite e sono davvero contento di come stanno giocando. Hanno dominato le ultime due, anche le prossime saranno molto importanti”.

https://sport.sky.it/nba/2018/03/05/nba-intervista-marco-belinelli-sixers-embiid-simmons-oscar.html

Bene contro Charlotte e Miami, ma Philly vince la prima e perde la seconda

I Philadelphia 76ers hanno giocato solamente due partite nella settimana appena trascorsa in casa degli Hornets e degli Heat riuscendo a strappare una vittoria e una sconfitta. A livello individuale, Belinelli ha giocato due gare molto buone e complete dal punto di vista offensivo mettendo a referto 11 punti, 4 rimbalzi e 3 assist nella ‘W’ a Charlotte e 14 punti e 1 assist in 29 minuti nel match risolto solo negli ultimi istanti dagli Heat.

Medie stagionali: 11.4 punti (41.6% da due, 37% da tre, 92.2% dai liberi), 1.8 rimbalzi, 1.8 assist in 25.7 minuti per 62 gare. 

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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