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Interrotta la striscia di 17 vittorie consecutive tra regular season e playoff, ma i 76ers salgono sul 3-1 nella serie coi Miami Heat. Belinelli sempre in doppia-cifra e quasi 31 minuti a partita. Ben Simmons il primo rookie dopo Magic Johnson a registrare la tripla doppia di media ai playoff.

Da quando gli Heat avevano pareggiato la serie sull’1-1 al Wells Fargo Center, i 76ers non si sono più dati un freno. Il viaggio in Florida ha fatto capire per davvero ai giocatori di Brett Brown cosa significhi giocare i playoff soprattuto in trasferta. Dopo lo scivolone in gara -2, i 76ers hanno messo in scena due ottime gare mettendo anche l’ipoteca sulla serie (3-1) grazie a due prestazioni magistrali di Ben Simmons – che eguaglia Magic Johnson come primo rookie dopo il numero 32 giallo-viola a segnare la tripla doppia di media nei playoff – e la costanza di un Marco Belinelli sempre più sicuro delle sue armi e determinato a guidare la squadra in termini di esperienza sul campo.

LA SERIE FINO A QUI: LA COSTANZA DI BELINELLI E IL PRIMO MATCH POINT

Philadelphia vince quando riesce a difendere bene e tenere alte percentuali da tre punti. Il 18 su 28 di gara -1 (+27 finale) e il 18 su 34 in gara -2 (+20 finale) confermano questa voce – l’eccezione che conferma la regola gara -4 con 7 su 31 -, ma l’ulteriore dimostrazione arriva dalle statistiche individuali. Robert Convington e Marco Belinelli sono due cardini di questa tipologia di gioco tanto che Brett Brown sta concedendo 29 e 31 minuti sul parquet. Uno dei fattori che sta facendo la differenza sul campo è l’apporto del giocatore col numero 18 sulla schiena.

Dall’inizio della serie Belinelli ha nettamente alzato l’asticella del suo livello di gioco. Lo dicono i numeri e lo dice il campo. Dopo una fantastica gara -1 chiusa con 25 punti (9 su 17 dal campo), l’azzurro non si è più fermato e ha tenuto costante il suo livello di gioco: 16, 21 e 10. Per Belinelli si parla della quinta migliore marcatura della squadra con 18 punti accompagnati da 2.5 rimbalzi e 2.3 assist in quasi 31 minuti. Questi numeri testimoniano l’ottimo momento di forma che l’azzurro sta vivendo nel momento più importante della stagione. Rimanere caldi e concentrati quando serve, come Philadelphia sta facendo vedere in questa serie.

All’American Airlines Arena, i 76ers sono entrati nei quarti quarti sempre in svantaggio ma hanno saputo girare le gare a loro favore. In gara -3, nonostante un incontenibile Winslow da 19 punti e 10 rimbalzi, Covington e Belinelli sono riusciti ad arginare D-Wade limitato a soli 8 punti. In gara -4, la vera arma degli ospiti è stata la difesa trasformata poi in un attacco infallibile. Il parziale di 14-0 a cavallo da terza e quarta frazione infatti ha permesso a Belinelli&Co di prendere le redini del gioco all’inizio dell’ultimo periodo, controllato poi fino alla fine.

LA STORIA NELLA STORIA 

I conti tornano poi più semplici quando in squadra c’è un giocatore come Ben Simmons che è stato capace di strappare un altro record della sua giovane e super promettente carriera. Il numero 25 dei Sixers ha messo a referto 17 punti, 13 rimbalzi e 10 assist portando in tripla-doppia la sua media ai playoff (. L’ultimo a riuscirsi era stato un altro rookie di nome Magic Johnson che nel 1980 fece lo stesso con i Lakers di allora.

LE PAROLE DEL BELI 

“E’ difficilissimo vincere due partite in trasferta” ha detto Marco Belinelli in un’intervista a Gazzetta dello Sport ( video integrale qui ). Due vittorie ancora più importanti se si considera il fatto che Miami è stata davanti per la maggior parte della gara, ha spesso costretto Philadelphia in molte occasioni ad allontanarsi dai suoi ritmi di gioco. Ma soprattutto si giocava all’American Airlines Arena, considerato un campo molto difficile da espugnare in regular season e maggiormente ai playoff dove l’atmosfera è davvero calda. “All’inizio siamo partiti abbastanza male con qualche errore difensivo, poi abbiamo dimostrato di essere una squadra con personalità. La serie non è ancora finita, ora bisogna chiuderla”. Philadelphia torna a casa. Ora ha il primo match-point per chiudere la serie davanti al pubblico amico e avere qualche giorno di riposo in attesa della vincente tra Boston e Milwaukee. Ma attenzione a dare Miami per sconfitta…

 

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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