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Le prime considerazioni post All-Star dall’interno della NBA

Matteo Bettoni 19 febbraio 2018
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Il cambio di format ha dato i risultati che tutti speravano di vedere. Dopo anni di numerose ‘gare delle stelle’ vuote dal punto di vista competitivo e difensivo (quasi una novità nella partita di ieri notte), finalmente in campo si sono viste due squadre in grado di mettere in scena 48 minuti completi sotto ogni punto di vista: competizione, spettacolo e voglia di vincere.

Il risultato di 145-148 per il Team LeBron ne è la testimonianza: una gara decisa solamente negli ultimi 20 secondi con un tiro di LeBron James contestato nella ressa sotto canestro da Draymond Green e una difesa perfetta sempre dal numero 23 e Kevin Durant su Stephen Curry per evitare il tiro da oltre l’arco che avrebbe potuto pareggiare i conti.

Dal ‘fantasy draft’ – del quale LeBron ha pubblicamente espresso l’ordine delle sue scelte mettendo al primo posto Durant seguito da Davis, Irving e Cousins – alle prime parole del dopo All-Star Weekend, il nuovo format ha soddisfatto tifosi, giocatori e i piani alti della lega. Tra i primi a rilasciare dichiarazioni è stato infatti il commissioner Adam Silver che, dopo aver ascoltato le opinioni degli addetti ai lavori, ha tenuto a specificare che “l’anno prossimo trasmetteremo in televisione il draft col quale verranno scelti i giocatori”.

Silver ha svelato infatti a Ramona Shelbourne, di ESPN, come l’organizzazione non abbia voluto affidare il primo draft in assoluto in versione All-Star alla televisione “per paura di trasformare un qualcosa di potenzialmente positivo al 100% in qualcosa di negativo per ogni giocatore”, ma in seguito il padrone della lega ha parlato con gli atleti scesi in campo che gli hanno levato ogni dubbio: “Possiamo farlo, siamo All-Star”.

In merito al “sì” o “no” per la trasmissione televisiva si sono espressi anche i capitani dei due team LeBron James e Stephen Curry. Entrambi hanno espresso il loro favore per il coinvolgimento del pubblico sin dal momento del draft e avrebbero voluto applicare la decisione già il mese scorso anche se Adam Silver ha dichiarato che il numero 30 dei Warriors non era inizialmente d’accordo, esprimendo anche un certo sostegno per il due volte campione NBA: “Sono d’accordo con Steph, è stato lui a dirmi: “Abbiamo cambiato il format per la prima volta. Vediamo come va e poi decideremo”.

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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