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La fortuna bacia Bologna. Alla Enerxenia Arena cade una Varese dal cuore enorme.

Matteo Bettoni 13 Gennaio 2019
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Varese chiude il girone di andata con una sconfitta e al quinto posto. Una sconfitta che però onora tutte le 14 partite precedenti grazie alla voglia di combattere e alla volontà di non concedere la vittoria agli avversari neanche dopo uno svantaggio di 15 punti arrivato ancora prima dell’intervallo. Alla fine il risultato recita 79 a 86 per la Virtus che invece si guadagna la vittoria facendo tesoro di una percentuale da incorniciare. Il 65% da tre punti infatti permette alle V Nere non solo di staccare i padroni di casa nel primo tempo, ma anche di fargli assaporare la sconfitta dopo una rimonta che avrebbe messo la ciliegina sulla torta.

Varese – Bologna non è mai una partita banale. Intensa. Combattuta. Rovente. Come l’atmosfera della Enerxenia Arena e le mani dei bolognesi appena M’Baye e compagni escono dagli spogliatoi. Un primo tempo impeccabile del francese da 15 punti in 12 minuti agevola l’opera ancora prima dell’avvento della pausa lunga mentre infligge una gara tutta in salita ai varesini. La Openjobmetis fatica a trovare continuità nel pitturato e la creatività di un attacco che sembra vittima dei fantasmi di Avramovic e Moore, i principali motori della squadra. Spenti ancora dopo 20 minuti.

Varese – Bologna però è anche una partita dalla doppia faccia perché la Openjobmetis decide di voltare pagina e costruire un ottimo e onorevole secondo tempo dalle basi, quelle che per tutta la stagione – fino a qui di gran livello – hanno permesso alla squadra di Caja di vincere e convincere su territorio italiano ed europeo. Difesa e circolazione di palla. Il risultato non è solo un fulminante parziale di 21 a 9 con cui Bologna si ritrova i padroni di casa sul 54 pari ma anche la solidità mentale di chi sembra aver ritrovato certezze e coraggio.

Il momento decisivo della gara

Il basket, però, è uno sport tanto galvanizzante quanto crudele. Tante energie mentali, tanta attenzione per 10 minuti ad altissima intensità, ma se la fortuna decide di accompagnare tre triple complicate, se non impossibili – rispettivamente di Baldi Rossi, Cournooh e Martin a cavallo tra terzo e quarto quarto – verso il fondo della retina, allora neanche l’8 su 16 complessivo del terzo quarto può aiutarti a vincere la gara. Il vantaggio in doppia cifra per la Virtus diventa una costante negli ultimi 4 minuti. Permette a Bologna di tifare a fine gara per una vittoria di cui però non ha mai avuto la certezza nel corso dei 40 minuti.

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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