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Final 8, Smith guida Cantù alla vittoria su Milano: Davide elimina Golia

Paolo Corio 16 febbraio 2018
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Non è il David di Donatello del Museo nazionale del Bargello, ma il capolavoro cestistico di coach Marco Sodini quello che fa mostra di sé al PalaMandela di Firenze: la piccola Cantù, resa ancora più piccola dall’infortunio di Culpepper e dal mal di schiena di Crosariol, abbatte infatti con un netto 105-87 l’EA7 Olimpia Milano, gigante dal roster infinito ma dalle percentuali scandalose (19/44 da due, 12/29 da oltre l’arco) e dalla svagatezza difensiva a dir poco imbarazzante (57-38 per la Red October già all’intervallo).

La fionda di Davide è quella di Jaime Smith: 23 punti e 8 assist, con 4/4 da sotto, 3/4 nelle triple e 6/6 dalla lunetta in 35’ sul parquet. La forza è quella di Burns (14 punti, 12 rimbalzi), di Chappell (19 punti e 33 minuti di difesa), di Thomas (16 punti e una “scavigliata finale”, perché il fato chiede di pagare dazio anche questa volta) e di un gruppo che dall’inizio di stagione sta trovando nelle avversità il carburante per dare gas al suo gioco. E che questa volta, nella madre di tutte le emergenze, ha il massimo contributo oltre che dal solito Parrillo (12 punti, 3/4 nelle triple), anche da Cournooh (12, a dispetto del mal di stomaco che l’ha piegato tutta notte) e Maspero (9 punti, 4 rimbalzi). Ma anche la manciata di minuti di Tassone e Raucci risulta alla fine preziosi nelle alchimie di cambi che coach Sodini è costretto ancora una volta a inventarsi, anche per il 4° fallo di Thomas a inizio del terzo quarto.

Dall’altra parte, invece, ci sono le doppie cifre di Goudelock (23 punti, con 8/14 dal campo), Theodore (16) e Kuzminskas (10), ma anche un’assenza di determinazione che solleva domande anche per il futuro di un’EA7 in cui la quantità continua a non sposarsi con la qualità.

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Paolo Corio

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