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Attilio Caja: “Tutti aggettivi superlativi per i miei giocatori: grandissima partita”

Matteo Bettoni 12 febbraio 2018
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Dire che Attilio Caja è sembrato molto soddisfatto dopo la vittoria dei suoi giocatori non sarebbe corretto. Caja preferirebbe leggere solo aggettivi superlativi per la prestazione della squadra e dunque sarebbe meglio descrivere il suo umore come ‘soddisfattissimo’, anche se il più delle volte non tende a farlo vedere. Però un “Forza Varese!” durante la conferenza stampa gli è scappato…

LA DIFESA E’ IL PRIMO ATTACCO – “Non saprei con che aggettivo descrivere i miei giocatori stasera. Le uniche parole che mi sentirei di dire sono queste: hanno fatto una grandissima partita, superlativa. Abbiamo fatto davvero una grande prestazione a livello difensivo e ciò è molto importante perché poi dalla difesa nasce l’attacco. Davvero molto soddisfatto coi miei giocatori, grande prestazione di squadra e massimi complimenti a tutti: staff, preparatori, medici e fisioterapisti che ci permettono quotidianamente di preparare la gara in questo modo. Grande pubblico e grande ambiente”

FIDUCIA – “Abbiamo dominato dall’inizio alla fine. Non potevamo pensare di vincere di 40, ma su tutti gli aspetti abbiamo giocato con grande lucidità, tecnica e applicazione. Ottime percentuali che sono state frutto della grande fiducia. Venerdì l’avevamo detto in conferenza stampa pre-partita: non c’è Wells, ma mi fido di Larson e Avramovic. Non pre tattica come si sarebbe portati a credere, ma è fiducia nei miei giocatori. Ora dobbiamo andare a prendere il prima possibile quei 4-6 punti per la salvezza”

MERCATO, IL PUNTO SU PELLE – “Io non so nulla. Lascio queste cose alla società perché mi fido dei dirigenti che fanno il loro lavoro al meglio. Questa società è perfetta in tutto e per tutto. Pelle è un ottimo giocatore, ma io rimango concentrato su quello che riguarda il campo”

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Matteo Bettoni

Matteo è nato il 9 settembre 1996 a Milano, dove attualmente studia alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione presso l'Università Statale. Ha giocato a basket 4 anni durante gli anni delle elementari per poi appassionarsi al mondo dello sport in generale, con occhio attento al mondo del basket Nba e europeo. Il suo sogno, oltretutto dopo 5 anni di liceo linguistico dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza dell'inglese, tedesco e francese, è quello di diventare giornalista sportivo oltreoceano.

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